FEDELI AL PRIMO SI

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FEDELI AL PRIMO SI

Percorso formativo-spirituale con i separati-divorziati che non escludono la fedeltà

“Le famiglie sono tutte preziose! Anche quelle che si sono spezzate e che sembrano briciole cadute per terra. Anche questi pezzi di famiglia sono pregiati e la Chiesa deve fermarsi a raccoglierli, quasi come fa con i frammenti del pane eucaristico”. Le “famiglie spezzate” rappresentano, dunque, una ricchezza per le nostre comunità, che va valorizzata nella pastorale.
Con questo strumento l’Ufficio Diocesano di Pastorale della Famiglia (UDPF) intende favorire il sorgere nel territorio diocesano di un’iniziativa per chi ha sperimentato la fragilità nella propria vicenda nuziale. Rimane, comunque, l’impegno di ogni credente e di ciascuna comunità parrocchiale mostrare sempre nei confronti di queste sorelle e fratelli l’amore misericordioso, accogliente e fedele del Signore, senza mancare di sostenerli con la preghiera.
“L’uomo non separi ciò che Dio ha congiunto”: dice Gesù nel Vangelo di Marco (10,9); è importante che gli sposi cristiani – anche nei momenti di fatica e di maggior difficoltà – possano cogliere il lieto annuncio racchiuso in queste parole. A tale scopo l’UDPF ha voluto dare avvio a un itinerario per accompagnare ed aiutare quegli sposi che, trovandosi a vivere la separazione, non escludono di vivere la fedeltà al loro matrimonio.

 

I fondamenti di una pastorale “con” e “per” i separati-divorziati fedeli

«Due altri sacramenti, l’Ordine e il Matrimonio, sono ordinati alla salvezza altrui. Se contribuiscono anche alla salvezza personale, questo avviene attraverso il servizio degli altri. Essi conferiscono una missione particolare nella Chiesa e servono all’edificazione del popolo di Dio. (CCC 1534)».
La Chiesa non può pensarsi senza la famiglia costruita sul matrimonio; essa costituisce non solo un oggetto privilegiato della sua cura pastorale, ma un soggetto di primo piano nell’annuncio e nella trasmissione della fede. La famiglia cristiana è una realtà essenziale della vita della Chiesa e della vita sociale e costituisce una risorsa decisiva per l’educazione alla fede e per l’edificazione della Chiesa come comunione .
È così importante l’amore sponsale, che il Signore proprio per la custodia di esso ha fatto dono di un sacramento, quello del matrimonio; non solo perché con l’aiuto del suo Spirito gli sposi custodissero il loro amore, ma addirittura affinché questo amore potesse assumere le stesse misure dell’amore di Cristo per la Chiesa, dell’amore di Dio per l’umanità.
Ora, ogni storia di famiglia che nasce da un amore vero, che poi passa attraverso difficoltà ed imprevisti, o addirittura il fallimento, è una storia abitata da Dio, un Dio che non viene mai meno alla sua promessa, ma che rimane fedele e non abbandona mai nessuno. In virtù del sacramento del matrimonio, pertanto, gli sposi partecipano, godono, hanno il dono di amarsi immergendosi nell’amore indissolubile di Cristo per la Chiesa. Sono chiamati, facendolo crescere, a capire e a godere dell’indissolubilità voluta da Dio per farci godere di una unità tale da essere indissolubili.
È un dono, non un recinto giuridico, anche se noi troppo spesso guardiamo al matrimonio indissolubile come a una legge, a una norma, e non come ad una caratteristica dell’amore. Dio ha un amore indissolubile verso gli sposi, ha un amore indissolubile verso ogni separato e ogni divorziato che non cessa di essere suo figlio, e in quanto tale da Lui amato.

Le ragioni di un percorso formativo-spirituale

La proposta diocesana di un itinerario formativo-spirituale per i separati-divorziati fedeli vuole essere anzitutto un atto di fede. La Chiesa nella preghiera eucaristica del rito del matrimonio ci fa pregare con un ricordo particolare verso gli sposi attraverso queste parole: “Ricordati, Signore, dei tuoi figli […] perché la grazia di questo giorno si estenda a tutta la loro vita”. Non escludere la possibilità di vivere la fedeltà al proprio matrimonio, nonostante non sia più possibile la convivenza coniugale, significa credere nella potenza di quella grazia che rende possibile vivere secondo Dio ciò che sembra impossibile agli uomini.
L’itinerario vuole essere espressione di una vicinanza attenta e solidale cui è invitata la comunità cristiana, attraverso l’accompagnamento con la preghiera di questi fratelli (cfr. Giovanni Paolo II, Lettera alle Famiglie, n. 14), e suscitare un’esperienza di fraternità ecclesiale dove sia possibile condividere il vissuto comune di frattura e lacerazione. Come Chiesa sentiamo il dovere di sostenere i coniugi separati nella loro pena e solitudine, di aiutarli a vivere con dignità e nella fede il loro dolore, accompagnandoli a ritrovare un senso alla loro vita.
La Chiesa esprime quindi la sua stima verso quanti, pur separati o divorziati, scelgono la strada della fedeltà, senza lasciarsi coinvolgere in una nuova unione, impegnandosi nei propri doveri famigliari e adempiendo alle proprie responsabilità di cristiani. Il loro esempio di fedeltà e di coerenza cristiana è degno di rispetto e può diventare un luogo concreto di annuncio della fede in Gesù Risorto, più forte della morte che si sperimenta nel fallimento coniugale. In maniera diversa, ma non per questo meno eloquente, questi sposi diventano segno di contraddizione dentro il nostro mondo, fermento evangelico della cultura, perché continuano ad essere una parola vivente di quel Dio che ha tanto amato il mondo da dare il suo unico Figlio (cfr. Gv 3,16).

 

La struttura dell’itinerario

Queste persone non rappresentano solo un problema di cui occuparsi oggi, ma sollecitano una pastorale che con le sue iniziative ed attività formative possa piantare l’aratro più in profondità (nelle coscienze) e non correre il tragico rischio di “arare la polvere”.
L’itinerario tende a favorire il cammino ecclesiale ed apostolico di santificazione della persona separata-divorziata che non esclude la possibilità di vivere la fedeltà al proprio matrimonio. Si tratta di un cammino, pensato su incontri mensili finalizzati a un progressivo e graduale approfondimento dell’esperienza della separazione nella luce del mistero dell’amore di Cristo e della Chiesa.
Presupposto fondamentale è lasciarsi guidare dal Signore, affinché ogni proposta possa divenire uno strumento per una crescita spirituale ed umana della persona separata-divorziata, perché viva serenamente la propria condizione di vita e per un suo fecondo servizio apostolico nella parrocchia, nella Chiesa, nel mondo.

A chi è rivolto il percorso?
Gli incontri sono strutturati per coloro che vivono la condizione di “separato” e/o “separato-divorziato” e desiderano intraprendere un cammino con il Signore per ricevere “luce” sulla possibilità di poter continuare a vivere la “fedeltà” al Sacramento del Matrimonio.
È rivolto pertanto a chi vive in situazione di separazione o divisione e non nega la possibilità di rimanere fedele.

Le tematiche

I titoli degli incontri che proponiamo insieme ai brani biblici di riferimento sono:

1) Accoglienza, conoscenza reciproca, presentazione (Gv 4,6-15)
2) Separazione-divorzio: recuperabilità cristiana di un’esperienza dolorosa (Mt 3,13-17)
3) Il dolore (Gb 3,3-4.9-10.20-26; 2Cor 1,3-5)
4) La solitudine (Gen 2,18-24)
5) Quale tratto del volto di Gesù nel separato/a fedele? (Gv 11,1-44; Lc 9,28-36)
6) Il perdono (1Cor 11,23-26)
7) La preghiera (Gv 4,21-24; Mt 6,5-6.9-13; 7,7-11)
8) La fedeltà nel tempo (Gv 20,1-2.11-18; Mt 5,1-12)
9) La lotta spirituale (Ef 6,10-20; Gc 1,12-18)
10) La fecondità ecclesiale (Gv 15,1-11)
11) Un amore che può continuare; come? (Lc 24,13-35; Gv 19,25-30)
12) Da separato/a, quali relazioni? (Gv 3,1-8)
13) … e i figli? (Sir 30,1-13)
14) Il Sacramento del Matrimonio rimane ancora un dono? (Mt 19,1-12)
15) “… perché porti più frutto” (Gv 15,1-11)
16) “… va’ dai miei fratelli e di’ loro…” (Gv 20,11-18)

 

Strumenti privilegiati … senza disdegnarne altri

La preghiera e i Sacramenti
Ogni incontro sarà ritmato dalla preghiera. La preghiera iniziale di ispirazione biblica, oltre che favorire la predisposizione all’ascolto, vuole sottolineare che siamo chiamati a camminare sempre guidati dalla Sacra Scrittura. La cura della propria vita spirituale attraverso il nutrimento con la Parola, i sacramenti, la vita ecclesiale fraterna e la direzione spirituale sono “indicazioni” utili per accogliere e riscoprire il dono di grazia ricevuto con il sacramento del matrimonio e diventare segno sacramentale e annunciatore particolare dell’amore incondizionato di Dio.
È indiscutibile l’importanza della preghiera e dei sacramenti, quali l’Eucaristia e la Riconciliazione, anche per chi vive con difficoltà e freddezza la fede, dal momento che ha la capacità di riaprire un percorso di fiducia e di affidamento traditi, rasserena e fa sperimentare la familiarità della comunità e, in un certo senso, ricrea un’atmosfera di famiglia, soprattutto per quelli che sono più soli e rimuginano la loro situazione dolorosa.
In qualche occasione sarà proposta l’adorazione, momento particolarmente forte nel percorso, in cui si può vivere un vero abbandono nelle mani del Signore, lasciando che Lui si prenda cura di noi.

Quando?

Gli incontri sono realizzati a cadenza mensile, a cominciare da ottobre 2018, e per la durata di almeno due ore. Saranno proposti incontri pomeridiani domenicali per dare maggior spazio agli scambi di gruppo e alla preghiera.

 

Dove?

Presso i locali della parrocchia “Madonna della Grazia”.

 

Chi guida il percorso?

Una équipe composta dal direttore dell’UDPF, una persona consacrata, una persona vedova, alcuni separati fedeli, una coppia di sposi. Gli incontri sono aperti anche a chi volesse fare esperienza diretta di questa proposta, per cui qualche volta possono partecipare anche persone o sacerdoti interessati.

 

È noto il detto “l’amore è eterno finché dura”, ma noi siamo convinti invece che “l’amore dura se è eterno” e, per esserlo, ha bisogno di restare unito al Solo che è Eterno.

A cura di d. Mimmo Massaro

2018-09-20T10:16:23+00:00 20 settembre 2018|