A chi si rivolge?

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A chi si rivolge? 2019-08-27T10:48:44+01:00

CHI SONO GLI OPERATORI PASTORALI?
E QUALI GLI ELEMENTI PORTANTI DELLA LORO FORMAZIONE?

Sono coloro che con gioia dicono tutti i giorni “Sì” al Signore che li chiama a lavorare nella sua vigna in forza del battesimo.

Nel Vangelo di Marco troviamo un’espressione che potremmo benissimo avvicinare alla vita, all’avventura degli operatori pastorali. Marco scrive che “Gesù ne scelse dodici perché stessero con lui”.

In questa stupenda e consolante espressione, che contiene una verità preziosissima, Gesù appare come Colui che sceglie i dodici per metterli prima di tutto alla sua scuola, per formarli.

Non possiamo dare per scontato che gli operatori pastorali siano persone già arrivate.

La formazione dei formatori, cioè di coloro che a loro volta dovranno impegnarsi nella formazione dei fedeli laici, costituisce una esigenza primaria.

Questo della formazione, è un tema fondamentale perché fa parte del cammino stesso della parrocchia e della Diocesi. Fondamentale perché:

  1. Con la formazione si coltiva lo stile di rimanere fedeli a Gesù e all’uomo in modo autentico e vero. Più l’operatore pastorale capisce chi è Gesù, più maturo diventa il suo “Sì” per lavorare in parrocchia, ma soprattutto per lavorarci da innamorato del Signore.
  2. Per la comunione, facendo leva sulla formazione unitaria, per gustare i momenti nei quali tutti gli operatori pastorali si trovano insieme, andando  oltre la realtà specifica di ogni gruppo, creando una comunità aperta, unica, pur rispettando le rispettive specificità e cammini spirituali.
  3. Per l’essenzialità dell’operato. Operare in nome di Cristo significa vivere con le antenne aperte per capire che cosa Gesù vuole da noi. Le nostre parrocchie, con la ricchezza delle loro realtà, devono presentare una Chiesa concreta, varia nel suo agire, ma “una”. Il fine è Gesù, i cammini possono essere diversi.
  1. La necessità della missione. Gli operatori devono percepire che sono dei “mandati”ad annunciare e testimoniare Dio nel quotidiano. E questo può avvenire se siamo familiari con la Parola di Dio, in particolare col Vangelo che ci deve istruire, guidare, illuminare nelle decisioni.
  2. Occorre anche una formazione specifica nell’ambito della realtà in cui si opera e del servizio che si offre in parrocchia.
  3. Infine, una esortazione all’aggiornamento. Bisogna perfezionare le conoscenze nel campo dell’evangelizzazione, della liturgia, della carità. Se la Scuola dà le basi del “sapere” e del “saper fare”, gli Uffici Pastorali si devono preoccupare per l’aggiornamento degli operatori pastorali.

Finalità

La Scuola di Formazione Teologica per Operatori Pastorali (SFTOP) vuole:

  • contribuire alla formazione iniziale e permanente dei fedeli laici, maturando in essi un atteggiamento adulto e responsabile;
  • offrire una cultura adeguata per affrontare con consapevolezza e apertura i problemi umani e religiosi di oggi;
  • preparare i laici, operatori pastorali, ad esercitare in maniera più adeguata un ministero istituito o di fatto nella comunità ecclesiale;
  • preparare al diaconato permanente.

Essa intende offrire a tutti coloro che lo desiderano la possibilità di approfondire i contenuti della fede, attraverso un cammino teologico breve, ma completo, che privilegia l’approfondimento biblico, teologico, morale e pastorale del messaggio cristiano, per una formazione ministeriale.

Destinatari

 I destinatari della proposta formativa della SFTOP sono:

  • I membri dei consigli pastorali
  • I responsabili delle aggregazioni ecclesiali
  • Le religiose della diocesi di Andria
  • Gli animatori della catechesi, della liturgia, della carità
  • I candidati al ministero straordinario della comunione eucaristica
  • I candidati ai ministeri istituiti (lettorato, accolitato)
  • I candidati al diaconato permanente; questi ultimi, anche se hanno ricevuto alcuni ministeri e frequentato la SFTOP, dovranno comunque regolarmente frequentare l’istituto di scienze religiose o la facoltà teologica. (L. Mansi, Decreto per il diaconato permanente, Andria 17 settembre 2017)

Accanto al profilo dello studente ordinario si inserisce il profilo dello studente uditore; per entrambi:

  • per iscriversi non è richiesto alcun titolo di scuola superiore
  • l’iscrizione è annuale, entro la prima settimana di ottobre, presso la segreteria; la quota di iscrizione è di euro 40,00 (compreso il trasporto per gli studenti di Canosa e Minervino).
  • Gli studenti di primo anno, all’atto di iscrizione, presenteranno in segreteria la lettera di presentazione del proprio Parroco (per i laici) o Superiore (per i religiosi), contenente l’indicazione dell’area pastorale prescelta per l’approfondimento specifico. Entro il mese di ottobre, gli studenti di primo anno consegneranno in segreteria il questionario di ingresso.

Lo studente ordinario per ricevere l’Attestato finale deve aver frequentato tutti i moduli dell’intero triennio, e deve aver svolto le verifiche scritte relative ad ogni modulo. Per ogni modulo è prevista la frequenza di almeno due terzi delle lezioni.

Lo studente uditore   non è tenuto a svolgere le verifiche scritte relative ai singoli moduli; allo studente uditore non sarà rilasciato l’Attestato alla fine del percorso triennale.